"...Ma inutilmente, spiando verso di lui da lontano, io cercavo nel suo sguardo l'ammirazione, o almeno l'attenzione. Sedeva a riva senza badarmi; e appena io, disinvolto, fingendomi noncurante delle mie imprese, lo raggiungevo di corsa, e mi gettavo sulla sabbia presso di lui: lui si levava con una mollezza capricciosa, gli occhi distratti e la fronte corrugata, come se ascoltasse un invito misterioso, mormoratogli all'orecchio. Alzava le braccia pigre; si lasciava, steso sul fianco, nel mare. E si allontanava nuotando lento lento, quasi abbracciato al mare, al mare come a una sposa. "
(Elsa Morante - L'Isola di Arturo)
E Sto Abbracciato A Te
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
Pedro Salinas
ed a tal proposito, aggiungerei che con queste parole non serve nemmeno Las Vegas... non serve niente. Non serve altro...
...solo silenzio, suoni armonici di campagne dormienti, centinaia di lucciole a far da testimoni lucenti, e due mani intrecciate nella notte.
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annasal alle ore 18:30 |
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il mare,
i punti
Scivolo
Con le mani laddove gli occhi brillano sulla tua pelle
Scintilla
Di essenze calde al cuore che
Respira
E vorrei arrivare a sfiorarti l’anima
O credere di averlo già fatto
E farlo ancora
Continua
A ruzzolarmi dentro il sentire che ho di te
(Ed in una giornata ecco di sole appena che scalda il pensiero l’immagine tua è il frutto della mia spesa di oggi altro non compro mai altro non cerco sei cristalli di luce liquidi e taglienti mi arrivi a folate di brezza di oceano aperto è lì che sei al largo e quando scompari dietro un’onda e non ti vedo ti perdo penso ti perdo mi perdo o peggio perdo noi mi aggrappo all’albero maestro la vela si staglia cerca aria cerca io cerco te sempre …ti trovo? Finchè passa una nube di sereno nel cielo terso dell’agitazione….e.)
Gli occhi scivolano seguendo la rotta delle dita che gustano delle tue dune d’oro intrise
E giocano facendo girotondi
E salgono risa più su dell’aria di mezzo
Andare oltre è restare.
Con.
Una persona a me molto cara mi dice spesso, scherzando (spero) "bisogna volerti bene come se fossi normale" (se me lo dicesse qualcun altro lo ucciderei, quindi non vi azzardate). E non posso non concordare. Cosa è che mi spinge a consigliare le persone anche contro il mio interesse? E' possibile voler bene a tal punto da riuscire a dire: segui la tua strada, insegui i tuoi sogni, anche se questo dovesse significare perderci, anche se questo dovesse allontanare le nostre strade?
Non so cosa pensare. Se non che, probabilmente, alterno momenti di pura follia quando sto male sentimentalmente, a momenti di una lucidità estrema, sia nel rivendicare i miei bisogni, sia nello spronare gli altri (o l'altro in tal caso) a seguire le proprie ambizioni. Insomma, mi stupisco ogni volta da sola della mia sportività. Perchè riesco ogni tanto a guardare oltre quello che può venirmene da una situazione attuale, per il REALE bene altrui futuro.
Sarà che io ho sempre ed ho tuttora difficoltà a capire cosa voglio fare nella vita, e di conseguenza a tentare. Sono comunque vittima e protagonista del mio immobilismo. Perciò ammiro ed in certo senso invidio chi sa cosa vuole, ed è pronto a lottare per non arrendersi e per migliorare la propria condizione, tantomeglio per in-seguire un sogno. E chi siamo mai per impedire una cosa del genere? Lo facciamo, è vero, e forse è anche legittimo...io stessa talvolta spero che si rinunci a qualcosa per me, e che lo si faccia pure volentieri, però è anche vero che vivere di rimpianti è una delle cose peggiori che possa esserci, ed io lo so.
Nella vita davvero per certe cose si dovrebbe andare avanti come delle schiacciasassi, non calpestando gli altri, semplicemente dicendo "fate largo, io seguo la mia rotta, chi mi ama mi segua, e chi no si cerchi un'altra strada".
Già, dovrei farlo più spesso anche io, non solo quando non posso farne a meno. E' quest'indole sentimentalista che mi frega. Ma non sempre ce la fa. E per quel non sempre ho fatto anche io qualche vittima.

Sarò sincera. Che scrivere in questo mese e quasi mezzo non m’è mancato. Quasi dimenticata d’avere un blog. Quasi quasi che bello. I preparativi veloci per la vacanza a Zanzibar con il mio ragazzo… DIOMIOMIODIO non fatemici pensare….chè scrivo a distanza di quasi 3 settimane dal nostro ritorno…e…sai quando il tempo è come se rimanesse sospeso in un’aria densa ed ampollosa? Quando non passa mai, perché hai lasciato tutto quello che hai dentro laggiù (prima) e lassù (dopo), fino a schiccolare lacrime sui binari della stazione di Sesto Calende. 3 settimane da incubo. A pensare: ca*** non ce la faccio devo trovarmi un altro lavoro dopolavoro. A pensare: ma quanto mi manchi? Perché se penso a quanto ti ho…è lo stesso. Fa male troppo lo stesso. Perché mi manchi. Tanto che quasi non ho voluto vedere nessuno, per insofferenza. Tanto che sbuffavo anche all’idea ieri sera di andare a Firenze a vedere lo spettacolo delle Bellydance Superstars. Salvo che poi, 10 secondi dopo l’inizio, sono scoppiata a piangere. Perché…perché io son così. L’emozione mi fa ‘st’effetto. Ma sì, ma sì, emozioniamoci. Il resto si vedrà.
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annasal alle ore 19:13 |
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Questioni di conchiglie. Quelle vuote di molluschi e piene di mare, d’aria e salsedine.
Quelle che se le avvicini all’orecchio ci senti…TI senti dentro le onde appassionate frangersi sulla battigia, o la quiete dell’alba e del tramonto. Vespero è la stella. Venere il mio pianeta.
Quel mare che senti attraversarti tra i flutti di battiti impazziti, quel sale che senti sulla pelle scaldata da raggi portati da gabbiani in giubilo di correnti propizie.
Sono una conchiglia e mi ascolto di mare dentro. Seduta sulla sabbia carezzata da dita d’acqua spumosa e fresca. In un modo o in un altro, mi hanno portato qui. Ci sono arrivata.
Che mi riposo un po’, su note di perle danzanti.
Sognando le rive d’un lago mai visto.
Sempre più spesso, mi capita di stupirmi che le persone, CERTE persone, in realtà mi conoscono più di quanto io stessa creda, o più di quanto io stessa ormai cerchi di capire.
Ecco quindi che CERTE persone, attraverso CERTE parole, mi fanno da SPECCHIO.
Ed alla fine, l'immagine che vedo è quella precisa, MIA.
http://dellemiestrade.splinder.com
Perle di vetro e lascio alle mie spalle effluvi di cacao e lamponi.
Fiori di tempera a prendermi le dita e condurmi fra tepori confortanti.
Riflessi condizionati di me stessa mentre scruto sfuggente lo specchio, eludendolo di lato.
Fili di luce mi tengono i capelli più o meno raccolti. come ciuffi di pensieri, come ciuffi indomati di pensieri al galoppo su prati stellati.
Appigli dorati in una nebbia di luna ciliegia che chiama stupore dalle labbra e dagli occhi, ad indicarmi la strada per palpebre appoggiate su verdi colline e guance felici.
Tende di silenzi a tinte tenui mi riparano dalla parte buia del giorno, rischiarando l’ambiente accogliente che m’allestisco nel cuore, con pezzi rari d’artigianato.
E così m’intaglio parole a sbuffi tra quadrifogli e coccinelle, e torno sempre a far legna tra riserve di malcelati battiti, per spolverarne ogni mattina qualcuno e farlo volare su mongolfiere di mare e gabbiani.
Accosto le labbra alla notte lasciandole un bacio leggero, e una carezza m’arriva da Venere in stella. Sotto il suo sguardo di viole sfumate vado sempre cercando, perché infine, cambiando l’ordine dei sensi, il risultato…non cambia. Io. Trovo.
Conchiglie in chiave di sol.
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annasal alle ore 11:16 |
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i punti,
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La voce di Norah Jones canta “non so perché” prestando voce al mio respiro sospeso.
Il pigiama ancora indosso.
L’anima si siede e si appoggia stanca come lo sguardo questa mattina, si attarda su particolari insignificanti dove legge il mondo che non c’è.
Una notte troppo densa di sogni. Che fortunosamente –nondimeno fortunatamente- si stanno già confondendo tra le note di una musica che circonda le spalle ed il sapore vellutato di una pesca. La doccia attende. Ed io.
Scrivo. Metto confini. Limito. Cerco definizione. Di sensazioni e di me.
Sarà che dopo tanto che attendi, a furia di ingannare l’attesa con mille elusioni ad hoc, non ci fai più nemmeno caso, ma quello che ti scorre dentro lo sa. Ed ogni tanto passa a chiedere gli interessi.
Oggi è giornata di pagamenti. Questa me non fa saldi.
Datemi un punto d’appoggio.
E forse oggi solleverò me stessa.
(Per il risveglio: I don't know why - Norah Jones. Per le lacrime in viaggio: Lavender - Marillion)
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annasal alle ore 11:23 |
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specchio,
i punti
Notò una linea di timidezza nel suo sorriso, ed ebbe la certezza che sarebbe stato un padre fantastico. Perché sapeva che ci sono delle piccole finestre sulle fragilità maschili, che se vengono lasciate aperte senza troppa vergogna, arricchiscono l’individuo, e chi ha la fortuna di poter ricevere le sue cure. Ecco, pensò L., sarai un padre tenero e . E . Il resto le si strozzava in gola.
Pensò anche che i momenti prima o poi arrivano. Che le stelle cadenti possono attraversare il cielo per qualche millesimo di secondo in più o in meno, ma il loro viaggio ha un inizio ed una fine. E che sono belle per quello. Pensò scacciando un pensiero con l’altro per non pensare troppo tempo a qualcosa, che anche lei aveva espresso centinaia di desideri sotto quella vela luminosa, quasi sempre da sola, e che avere incrociato M. (perché certe persone non si incontrano semplicemente, ma si incrociano…) era stato un po’ l’avverarsi di tanti di essi. Solo che ….era troppo tardi.
C’è un tempismo fuori tempo che talvolta accade e permette a due stelle di cadere insieme, per un tratto. Rassegnarsi. R-E-S-P-I-R-A-R-E P-R-O-F-O-D-A-M-E-N-T-E E L-E-N-T-A-M-E-N-T-E e dire ok, ci sarà un senso. Oltre. Ci sarà qualcosa che non vedo. Al di là di lacrime che aspettavo, ORA ho bisogno di sapere che c’è un motivo per cui le cose accadono, per cui le vite si incrociano, e poi devono smettere di farlo. L. pensava e respirava, aveva i brividi come ogni volta che sentiva qualcosa dentro rompersi, si sentiva debole, era come se qualcuno le sfilasse via dai piedi le energie, e si arrotolava su se stessa come un tappeto da riporre in soffitta.
Il giorno prima semplicemente tremava tra le braccia di lui, abbandonata con fiducia totale nell’anima e nel corpo. Oggi, semplicemente, quelle braccia si preparavano ad accogliere qualcuno di ben più importante. Una nuova Anima che avrebbe potuto d’ora in poi illuminarsi attraverso quelle piccole finestre aperte, ed a sua volta donare a lui una luce del tutto nuova.