Gettò. Il sasso nello specchio d’acqua e nuvole, e stette a guardare i cerchi concentrici che presisi per mano si allontanavano insieme. Ristette. A osservare l’acqua di nuovo ferma, imprimendovi sopra quasi un punto di domanda, come farlo affiorare dal fondo limaccioso intriso chissà di quale morte e di quale vita. Una foglia proruppe nella scena dall’albero tranquillamente seduto a poca distanza, poggiandosi a navigare con sapienza ancestrale. Come a dire: Tu sei foglia, se sei sospesa, vola, se cadi in acqua, naviga. Scombinò il punto di domanda e di fango, riprendendo a respirare d’un’incertezza più diffusa, e più leggera.
