E' possibile prendere le ferie da se stessi? Venirsi a noia talmente tanto, rendersi conto in un attimo di essere talmente pesanti - non solo per gli altri ma anche per se stessi - e, dopo aver, non volendo, innescato una guerra sanguinosa al termine della quale si esce stremati, dire: ok , basta. Mettiamo un punto e andiamo a capo. Anzi, cambiamo pure pagina che è meglio. Ricominciamo a scrivere in bella calligrafia. Non è detto che si mantenga, però intanto ci si prova.
Ecco, io da ieri ho la testa vuota. O almeno, vuota dai miei autocondizionamenti negativi. Sono in uno stato semiletargico che vorrei durasse a lungo. Certo, venisse un po' di sole sarebbe tutto più semplice.
Ma, come dire, sono piuttosto rilassata. Ottimista pure, va là. Con la voglia di fare un po' di cose. Ho il corso di spagnolo da portare a termine, e ci vado volentieri dopo un sacco di tempo. Ho la danza del ventre che mi fa scaricare e cavolo se ci facciamo delle risate.... Ho gli amici, quelli che vedo spesso, quelli che vedo poco ma sento, quelli che sento. Non importa, ci sono. Ho da riprendere un po' di cose piano piano, se il mio fisico mi lascia un po' di respiro (anche se la prospettiva dentista delle prox settimane non è rosea). Ho da fare tutto ciò per due motivi, uno consequenziale all'altro: per me, per me, per me.
E perchè, se sto bene io, tutto e tutti intorno a me vanno meglio. E' scientificamente provato.
Scoperta dell'acqua calda? sì, certo, ma quando annaspi in te stessa, le scoperte semplici son quelle più ardue da fare.
Eh sì, a volte ci starebbe bene. Ogni tanto mi vorrei strozzare il cervello ed appenderlo ad un ramo a penzolare inerme. Pensate che sia facile per me sopportare me stessa, i miei continui ri-pensamenti, quel sentire così, quel sentire cosà, quello che vuoi capire e non riesci, quello che potresti capire e non vuoi. Pensate che sia facile fare i conti con un pallottoliere che alla fine non ha mai il solito numero di palline, e non perchè si sbagli a contare, ma perchè i conti non tornano mai (CAZZO) soprattutto quando hai bisogno che tornino? Che sia facile inaugurare la sagra dell'inettitudine autocompatente e gestirla tutta da sola, solo perchè devo organizzare una cena di classe con compagne tutte sposate/conviventi/con prole e felici? Tutte. Dalla prima fino all'ultima. Chi da anni. Chi, la tua ultima speranza, da poco. Ca***...ora anche lei....e pure l'altra....Insomma ci son rimasta solo io. Al naufragar amarognolo in questo mare di.....caffè non ben mescolato ???? diciamo così vai. Ovviamente cosa da farsi quando sei in crisi ri-generazionale con tutto con tutti e per tutto e per tutti. E avanti a tutta retromarcia. Certo. Complicata. Devo essere me stessa e sentirmi pure dire che se non smetto di esserlo rimarrò da sola. Eh no ca***...
Ho bisogno di sapere, di capire, di dire ciò che voglio, ho la brutta abitudine di dire tutto a volte forse troppo per mettere le mani avanti, perchè a non farlo ho battuto di quelle musate per terra che non mi son per niente divertita. Ma mi pare di capire che anche fare così non serva a non farmi sbagliare. O a farmi apprezzare e/o amare di più. Giusto per il ben dell'intelletto, insomma....E ok ok ma almeno rischio dicendo, invece di rischiare non dicendo. Sarò complicata, va bene, ma appunto per questo cerco di spiegarmi. E gli altri saranno più semplici, va bene, ma perchè non capisco???? Difetto di comprensione o di spiegazione/comunicazione????
Abbiate pazienza, sono zuccona. Devo farmi una spilla ed attaccarmela al maglione.
Mi sillabate per favore? Mi fate un disegnino semplice, che non capisco?
azzie....
Una persona a me molto cara mi dice spesso, scherzando (spero) "bisogna volerti bene come se fossi normale" (se me lo dicesse qualcun altro lo ucciderei, quindi non vi azzardate). E non posso non concordare. Cosa è che mi spinge a consigliare le persone anche contro il mio interesse? E' possibile voler bene a tal punto da riuscire a dire: segui la tua strada, insegui i tuoi sogni, anche se questo dovesse significare perderci, anche se questo dovesse allontanare le nostre strade?
Non so cosa pensare. Se non che, probabilmente, alterno momenti di pura follia quando sto male sentimentalmente, a momenti di una lucidità estrema, sia nel rivendicare i miei bisogni, sia nello spronare gli altri (o l'altro in tal caso) a seguire le proprie ambizioni. Insomma, mi stupisco ogni volta da sola della mia sportività. Perchè riesco ogni tanto a guardare oltre quello che può venirmene da una situazione attuale, per il REALE bene altrui futuro.
Sarà che io ho sempre ed ho tuttora difficoltà a capire cosa voglio fare nella vita, e di conseguenza a tentare. Sono comunque vittima e protagonista del mio immobilismo. Perciò ammiro ed in certo senso invidio chi sa cosa vuole, ed è pronto a lottare per non arrendersi e per migliorare la propria condizione, tantomeglio per in-seguire un sogno. E chi siamo mai per impedire una cosa del genere? Lo facciamo, è vero, e forse è anche legittimo...io stessa talvolta spero che si rinunci a qualcosa per me, e che lo si faccia pure volentieri, però è anche vero che vivere di rimpianti è una delle cose peggiori che possa esserci, ed io lo so.
Nella vita davvero per certe cose si dovrebbe andare avanti come delle schiacciasassi, non calpestando gli altri, semplicemente dicendo "fate largo, io seguo la mia rotta, chi mi ama mi segua, e chi no si cerchi un'altra strada".
Già, dovrei farlo più spesso anche io, non solo quando non posso farne a meno. E' quest'indole sentimentalista che mi frega. Ma non sempre ce la fa. E per quel non sempre ho fatto anche io qualche vittima.
Non so davvero cosa fare, cosa pensare. Non so perchè devo sentirmi sciocca se sto male, se la persona che amo soffre ed io c'entro qualcosa, per me è il peggiore male del mondo, non il più insignificante. Non so perchè questa mia sofferenza non dovrebbe meritare rispetto. Non so perchè dovrei sentirmi incapace di gestire un rapporto solo perchè la persona che amo mi manca tremendamente. Non so come si possa passare un giorno senza sentirsi un minimo responsabili della sofferenza di chi si ama, e non chiedere nemmeno come stai. Non riesco a capire come si possa amare una persona e poi fare questo, o non fare quell'altro. Nè come conciliare questo con la profondità di sentimento, il VOLERE la persona che si ama, il farsi ore di viaggio per poi soccombere alla stanchezza. Non so perchè i miei dubbi vengono sempre elusi, le domande inevase. Non riesco a capire come mai il mio bisogno di comprendere la natura del rapporto in cui metto anima e corpo e cuore provochi tanto stress, soprattutto se il sentimento è reciproco. Non capisco perchè devo sentire questo freddo dentro da 2 giorni, farmi invadere dal tremito, piangere ogni minuto, non dormire, non mangiare, avere questa paura di star male ancora. E mi chiedo ancora perchè non si può fare a meno d'amare. Così.
Sarò sincera, che a volte svegliarsi da un sogno è il peggior modo di iniziare o di finire la giornata. Ed ancora peggio è se lui si sveglia dal sogno, e tu continui a farne parte. Anzi, a rimanerci imprigionata. Perchè tu non sei un frutto della sua mente, e sei viva e respiri e senti il battito anche il tempo restante dal SUO sogno. E pensare che lui sia contento di aver sognato, e sarà contento di tornare a sognare, non ti fa sentire meno relegata a quel ruolo di "nuvoletta felice". Cosa ti lascia perplessa? Il fatto che, semplicemente, di sogni non si vive. Aiutano il vivere, certo, ma quanti smettono di sognare l'isola deserta per andarci veramente ad abitare? E' una consolazione, un rifugio, ma. Finisce lì. Ci sono e ci saranno sempre troppe valide scuse per non abbandonare la propria realtà e crearne una che sia la realizzazione di quel sogno. Anche se...chi di noi non ha almeno una volta sperimentato che, quando davvero siamo decisi e convinti di fare una cosa, farla non sia stato molto più semplice di quanto sia stato pensare di farla? Dirsi che vale la pena rischiare. Eh sì non è facile questo, forse. Ma a volte capita, e dovrebbe capitare più spesso, probabilmente, che un qualcosa (od un qualcuno) divenga imprescindibile ad una nostra condizione migliore. Vogliamo azzardare? alla nostra felicità. Ecco, che poi vedi che sei tu che sogni? o almeno...sei tu che vieni accusata di vivere di sogni. Chè ti chiedi perchè credere possibile la propria felicità e pensare di realizzarla sia passibile di accusa di distacco dalla realtà. Che diamine devi fare per non passare da pazza scatenata credendo fermamente in questo? Che diamine devi fare per non essere vista come isola felice, lontana, irraggiungibile, irrealizzabile,....precaria? Quella che se la sogni, bene, e se non la sogni, bene lo stesso, c'è del buono comunque anche nel resto, e tanto non scappi? Allora, qui, secondo te, c'è qualcuno che racconta delle emerite balle a se stesso. E ti sembra pure che non sia tu.
p.s. (...a volte nemmeno è sufficiente avere motivi validi per fare una cosa. Si deve arrivare a non avere più motivi per non farla. E' solo che la maggior parte delle volte non lo si vuole ammettere....)
