Talvolta ci rendiamo consapevolmente protagonisti di scene comiche...
Come me ieri sera. Appena salutato il mio ragazzo dopo quasi 10 giorni insieme, guidavo in lacrime, zero voglia di andare a casa, e così prendo il telefono e mando un sms di aiuto. Il mio grande fratello, anzi, diciamo fratello grande, ha aperto la porta di casa ad una maschera di lacrime, ma con tanto di scatola di kleenex in mano. Beh insomma, ormai mi sono organizzata! Visto che stavo scomodando una persona di domenica sera in una situazione nient'affatto gioviale, almeno che non gli facessi sprecare carta!
In ogni caso, mi è stato di grande aiuto potermi sfogare con qualcuno che sa sostenere il pianto altrui senza spazientirsi. Perciò ho ripreso la mia scatolina e me ne sono andata, un po' più leggera, a cercare una nuova scusa per rivedere presto il mio...il mio...oddìo...la luce di ogni mio giorno.... A cercare di ingannare il tempo che ci separa in distanza.
Immagino di essere noiosa e monotona e prevedibile. Le partenze, mie o sue, mi rendono triste e mi ripropongono l'angoscia di "chissà quando". E vabbè. Ma poi mi chiedo: è necessario trovare scuse per vedersi? No. Ma se proprio devo...beh, direi che una bella colazione da Marietta è una scusa più che sufficiente....
Perfect day. Così si intitola uno dei brani eseguiti da Giovanni Allevi nel suo concerto appena 2 giorni fa. Un regalo bellissimo che mi è stato fatto dalla persona che amo, anche se alla fine la mia testarda timida paura, il mio troppo pudore, hanno guastato un po' un entusiasmo che invece, nell'animo di entrambi, era sostanza.
Beh. Ce ne sono stati di giorni, di momenti perfetti. Attimi sempre più frequenti di sintonia. Di sinfonia. Sarà che, forse, azzardo, cominciamo a conoscerci. Anche se poi altri momenti ci perdiamo nelle nostre bolle di incomprensione, perchè legate all'esistenza (?) che conduciamo,e soprattutto che abbiamo già condotto, separatamente. Diffidenze, pregiudizi che talvolta impediscono alle nostre corde di suonare all'unisono. E che non dovrebbero riguardare questo presente fatto di un NOI, che è diverso da ogni noi passato.
Parlavamo di egoismo, ieri. Ebbene, perchè concediamo così tanto al brutto, al male, che ci hanno segnato ieri? Perchè non essere egoisti anche nei confronti di chi e cosa ha abitato il nostro passato? Mi sono convinta che certe fette di esperienza, non servono a niente, anzi, sono distruttive e pregiudicanti. Rivendichiamo noi stessi anche alle intossicazioni di ieri. Rendiamoci liberi di essere VERI ogni oggi, per NOI. Un film visto pochi giorni fa recitava questa frase che mi è rimasta nella mente: "Il passato è storia, il futuro è un mistero, ma oggi è un dono, perciò si chiama PRESENTE". Ebbene, scartiamolo ogni OGGI questo dono, ed ogni mattina ritroviamolo impacchettato, pronto per essere scartato nuovamente, visto con occhi nuovi, con i nostri occhi veri. Tante emozioni in questi giorni, tante immagini, tanti suoni. Ho davanti agli occhi e nel cuore il sorriso di una ragazza felice il giorno del suo matrimonio. Non ho potuto trattenermi dal dire a lei ed al suo sposo che erano bellissimi ed emozionanti, come non ho potuto trattenermi dal piangere a fontana, perchè era troppo bello vederli così raggianti. L'aria vibrava dei loro sorrisi, e ha investito me, e credo anche tutti gli altri. Giorni di vibrazioni, di onde sensoriali. Anche di dolori e mani chiuse, ma ciò che rimane è ciò che brilla. Ed è sempre più bello scintillare insieme.
Grazie, a te.
"Prendi poche cose per il tuo viaggio, e potrai ridere in faccia al ladro".
"...Ma inutilmente, spiando verso di lui da lontano, io cercavo nel suo sguardo l'ammirazione, o almeno l'attenzione. Sedeva a riva senza badarmi; e appena io, disinvolto, fingendomi noncurante delle mie imprese, lo raggiungevo di corsa, e mi gettavo sulla sabbia presso di lui: lui si levava con una mollezza capricciosa, gli occhi distratti e la fronte corrugata, come se ascoltasse un invito misterioso, mormoratogli all'orecchio. Alzava le braccia pigre; si lasciava, steso sul fianco, nel mare. E si allontanava nuotando lento lento, quasi abbracciato al mare, al mare come a una sposa. "
Perchè? i punti interrogativi riesco solo a farli aumentare. Perchè? nell'affanno di farmi comprendere, non vengo compresa? Perchè? nella totalità di ciò che provo, vengo fraintesa? Perchè? riesco a mettere in fuga chi amo? Ma io quando mai ho chiesto di riuscire ad amare troppo? dove sta scritto che volevo essere il full optional dei sentimenti? chi ha firmato il contratto in mia vece con l'essere supremo della schizofrenia emozionale? si può sentirsi tutto e sentirsi niente ed ostinarsi nell'essere innamorati e contemporaneamente amare? posso fare a meno di investire tutta me stessa nel presente della relazione senza pensare al futuro?
posso svegliarmi su un'amaca su un mare di sabbia soffice, e senza aprire gli occhi, sentirti alle mie spalle che apri un cocco da gustarci insieme?
Vi sembra mai che tutto ciò che fate, pensate, scrivete, sia sterile, chiuso in una bolla di materia incorruttibile, senza utilità alcuna?
Io scrivo, penso, sento molto, a volte scrivo di quanto penso di sentire chiaramente, e poi non ci capisco più niente.
Filtrare tutto, vivere tramite i sentimenti, le emozioni, mi sembra quasi che mi abbia tagliato fuori dal mondo in cui si fanno le cose normali: si guarda la tv, si leggono riviste, si parla.
Io non ricordo niente di ciò che ho letto, visto, udito, studiato in passato.
Nel presente, i miei oggi sono fatti d'amore, di ore trascorse al lavoro, tra pensieri, tentativi di decifrare me e chi mi sta accanto, di passeggiate.
Ma non so niente, nient'altro ho da raccontare se non le mie esperienze. Piccole, in verità. Da 3 minuti scarsi di chiacchiere.
A cosa serve esprimere ciò che sento con parole accostate sempre in modo diverso, se poi non ne ho riscontro?
A cosa serve vivere di sentimenti, di speranze, se poi non ho materia per discutere?
Che te ne fai di me, alla lunga?
Ti capisco (a volte nemmeno quello), ti sto vicino, ti amo con tutta me stessa, e vorrei con-dividere con te ogni giorno, vorrei prendermi cura di te, e che tu ti prendessi cura di me.
Ma non so niente di ciò che mi chiedi.
Certo, sono convinta che se condividessimo per più di 2 giorni ogni tanto la quotidianità, le cose in comune, di cui parlare, ci sarebbero. E avrei voglia di fare molte più cose che adesso, qui, da sola, non ho proprio voglia di fare.
Ma, attualmente, mi sento meschina.
Ho solo me stessa con tutti i miei vuoti consequenzialmente sparsi.
Riempirli di frasi poetiche cui io sola rispondo, a che pro?
Aggiornamento: se poi in un nanosecondo per un nanofatto mi riassalgono vecchi fantasmi e paure e dubbi, e mi crolla il mondo addosso, innescando reazioni incatenate che m'incatenano scatenando tutto il mio terrore di perderti (e perderti nel peggior modo, non riuscendo ad essermi fatta comprendere), e mi blocco, e mi vergogno di quanto sono piccola in certe cose (a volte penso, in tutte), beh...puoi dirmi ugualmente che mi vuoi bene? Mi gira la vela col vento a favore se me lo dici....
MIO NONNO (95 ANNI TRA 15 GIORNI) S'E' ROTTO IL FEMORE...SI PREVEDONO TEMPI DURI....AHIME'...E IO STASERA DEVO PARTIRE PER ANDARE DAL MIO SOLE...
...TANTO PER PARTIRE TRANQUILLI...
ARRIVO TES!
Gettò. Il sasso nello specchio d’acqua e nuvole, e stette a guardare i cerchi concentrici che presisi per mano si allontanavano insieme. Ristette. A osservare l’acqua di nuovo ferma, imprimendovi sopra quasi un punto di domanda, come farlo affiorare dal fondo limaccioso intriso chissà di quale morte e di quale vita. Una foglia proruppe nella scena dall’albero tranquillamente seduto a poca distanza, poggiandosi a navigare con sapienza ancestrale. Come a dire: Tu sei foglia, se sei sospesa, vola, se cadi in acqua, naviga. Scombinò il punto di domanda e di fango, riprendendo a respirare d’un’incertezza più diffusa, e più leggera.
Dis-tese a sfondo d'una bruma densa di promesse
estive, di sorrisi danzanti, d'occhi ondeggianti
tra capitelli di sole e riflessi in cristalli
l'orizzonte non ha confini
se le dis-tese sono unite...
Fuochi d'artificio stanchi escono ed entrano nella mia mente...il caldo e la stanchezza afflosciano tutto, lasciando solo il desiderio di abbandonarsi sul letto fresco, alla penombra, e dare via libera al torpore...
Stamani, uscita di doccia, con l'asciugamano in testa, ho ripescato nella memoria l'odore delle lenzuola e degli asciugamani della casa al mare. Cadere in un sonno profondo. Vedere scene immaginate nel dormiveglia, e sentirmi sorridere. Indugiare sparsa sul letto con le gambe al sole, mentre tutto dorme intorno, con le barbie nella loro casa di villeggiatura (il frigorifero rotto). Adesso, solo rivedere scene dei giorni scorsi, con la calma di cui ci sarebbe bisogno, per gustarli ancora, in angoli diversi, risentire mani su di me che mai mi abbandonano, carezze tra i capelli a tenermi compagnia nelle lunghe ore di guida, sole e vento, aria aria aria....chiacchiere e risate, un momento difficile che mi ha reso stupida, silenzi a gridare amore, momenti belli che ne chiamano altri. Ed è tanta la voglia di ripartire che parte la stretta allo stomaco...
Ci sono molte scuse per passare il tempo e divertirsi un po'.
Ma una sola è la ragione per cui mettere un giorno in fila all'altro.
Nome: Anna Chiunque io sia, sarà una bella scoperta. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
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Odi et Amo
Odio
devo? posso? quanto?
Amo
Te, anche se non saprò mai se l'hai letto Te, anche se non saprò mai se anche se non saprò mai